9 Maggio 2007
Debito Pubblico Italiano dal 1946 al 2000

Nel novembre del 2006 il debito pubblico ha raggiunto quota 1.607,7 miliardi di euro. Se dividiamo questa cifra per 59 milioni di cittadini residenti in Italia (per la precisione, secondo dati Istat la stima è di 58.751.711 al 31 dicembre del 2006), si ottiene una cifra di circa 27.300 euro pro-capite.
Nella sostanza è come se OGNUNO DI NOI, dal neonato all’ultracentenario senza distinzione di sesso, di razza e di appartenenza sociale, sia in debito nei confronti dell’estero di oltre 27.000 euro. Questo è quanto dovrebbe spendere OGNUNO DI NOI per risanare il debito pubblico italiano (ricordiamolo ancora una volta: il terzo debito pubblico al mondo per grandezza).
La situazione è grave, è vero, ma occorre ricordare che non è stato sempre così. In passato, se consideriamo ad esempio il periodo che va dal 1946 al 1979 il rapporto debito pubblico/prodotto interno lordo (l’indice che meglio esprime il grado di gravità del debito di un paese) si è sempre mantenuto compreso tra il 32,5% del 1962 ed il 62,4% del 1979 (fonte Banca d'Italia): una quota certamente del tutto ragionevole e rispettabile.
Dopodiché, cos’è accaduto dal 1980 in poi? In poche parole, ciò che più ha contribuito alla rapida crescita del rapporto (fino ad un massimo del 124,2% registrato nel 1994) è stata la politica di svalutazione della lira attuata dai governi di quel tempo, che per far fronte alla crescenti difficoltà economiche del nostro paese hanno pensato bene di svalutare la moneta in modo da mantenere competitivi i nostri prodotti nei mercati mondiali. Ciò però a fronte di una bolletta energetica e di costi sempre più esorbitanti delle materie prime, a cui gli stessi governi hanno fatto fronte indebitandosi senza freno nei confronti dell’estero.
Chi ha governato dal 1980 in poi?
Ecco un diagramma in dettaglio:
Postato il 09/05/2007 14.46.43 in Grafici e visualizzazioni |
Commenti (1)
|
Scrivi
|




